Come Funziona l’Analisi Fondamentale

Il valore di una valuta è strettamente legato alla situazione economica dell’area geografica di appartenenza. Ciò vuol dire che le notizie macroeconomiche provenienti dagli Stati Uniti avranno un impatto sul dollaro americano, quelle relative allo stato di salute dell’economia giapponese sullo yen e così via. In realtà, sebbene ciò dovrebbe essere vero nella pratica di tutti i giorni, bisogna fare altre valutazioni fondamentali in quanto i dati macroeconomici di una specifica area geografica potrebbero avere indirettamente un impatto decisivo anche su un’altra area economica (per motivi di interdipendenza commerciale), senza valutare le correlazioni tra le valute stesse, il sentiment degli investitori, la percezione del rischio e i fattori geo-politici correnti. Dunque, l’apprezzamento o il deprezzamento di una valuta nei termini di un’altra non deriva semplicemente dalla reazione degli investitori a un determinato dato macroeconomico (se buono, la valuta sale; se cattivo, la valuta scende). Una valutazione in termini così semplicistici rischia di far optare per soluzioni di trading non necessariamente vincenti nel breve periodo.

Un forex trader dovrà prestare attenzione soltanto a pochi dati macroeconomici rilevanti, detti anche market mover per la loro capacità di influenzare enormemente il mercato. Ai fini operativi risulta poco conveniente seguire ogni singolo dato macro per entrare in posizione sul mercato. Un forex trader sarà essenzialmente un analista tecnico, ma dovrà seguire almeno la reazione del mercato dopo la pubblicazione di alcuni fondamentali market mover. Si tratta di dati macro in grado di stravolgere l’indirizzo principale di politica monetaria e/o fiscale di un’area economica con forti conseguenze sull’apprezzamento/deprezzamento della valuta nel medio periodo, in quanto avremo enormi flussi di capitale in entrata o in uscita che impatteranno sul valore della valuta stessa.

Esiste un calendario ben preciso dei dati macroeconomici in pubblicazione ogni giorno di ogni settimana di ogni mese dell’anno. Prima che venga comunicato il dato, gli investitori dispongono di notizie preliminari sull’orario, il valore precedente e l’attesa degli analisti finanziari (detta anche stima di consesus). Uno dei migliori siti web che forniscono queste notizie di carattere fondamentale è senza dubbio http://www.forexfactory.com. Completamente in inglese ma di facile comprensione, fornisce il valore del dato in tempo reale aiutando i meno esperti a valutare la probabilità che quel dato possa impattare in una certa misura sulla valuta interessata dal dato stesso. Inoltre, procede con una rivisitazione istantanea del valore precedente, nel caso in cui avvenisse una modifica del valore al rialzo o al ribasso.

I principali market mover vengono pubblicati negli Stati Uniti. Il più atteso è senza dubbio quello relativo al livello del tasso di interesse che la Federal Reserve (FED), cioè la Banca Centrale americana, ritiene opportuno per l’economia statunitense. La FED comunica le proprie decisioni di politica monetaria 8 volte l’anno a seguito della riunione del comitato esecutivo, cioè il FOMC (Federal Open Market Committee), che rappresenta il braccio operativo. La decisione sui tassi di interesse è altrettanto seguita anche nelle altre principali aree valutarie del pianeta: Europa, Giappone, Gran Bretagna, Canada, Svizzera, Australia. In realtà, con l’avvento della Cina a seconda potenza economica mondiale, anche le decisioni della Banca Centrale cinese (PBOC, People’s Bank of China) sono molto seguite, in quanto hanno l’effetto di rendere la propria politica monetaria più accomodante (taglio dei tassi, politica monetaria espansiva) oppure orientata a evitare il surriscaldamento dell’economia locale (aumento dei tassi, politica monetaria restrittiva). In Europa la politica monetaria è affidata alla Banca Centrale europea (BCE); in Gran Bretagna alla Bank of England (BoE); in Giappone alla Bank of Japan (BoJ); in Canada alla Bank of Canada (BoC); in Svizzera alla Swiss National Bank (SNB); in Australia alla Royal Bank of Australia (RBA).

Un altro market mover seguitissimo dagli investitori è il report occupazionale negli Stati Uniti. Il report sullo stato di salute del mercato del lavoro americano viene diviso in quattro sotto-dati:
– non-farm payrolls: pubblicato il primo venerdì di ogni mese, questo dato ci dice quante nuove buste paga sono state erogate nel settore non agricolo; praticamente esprime quanti posti di lavoro sono stati creati o persi;
– tasso di disoccupazione: è il rapporto (espresso in percentuale) tra il numero di disoccupati e il totale della forza lavoro;
– numero medio di ore lavorate;
– guadagni medi orari.
I non-farm payrolls sono il sotto-dato più importante. Quasi sempre, dopo la sua pubblicazione, il mercato reagisce con un sensibile aumento della volatilità e non sono rare escursioni superiori ai 100 pip (a volte anche di più) sui principali tassi di cambio.

Accanto a questi market mover ce ne sono altri che in determinati contesti possono avere un impatto importante sul mercato dei cambi: prodotto interno loro (pil), indice dei prezzi al consumo (cpi index), indice di fiducia dei consumatori, vendite al dettaglio, dati sul settore immobiliare americano, indici manifatturieri. In Europa sono molto attesi un paio di indici di fiducia: IFO e ZEW. L’IFO è un indicatore che misura il sentiment degli investitori sullo sviluppo economico futuro in Germania (prima economia della zona euro), mentre lo ZEW è un sentiment indicator che misura lo sviluppo economico tedesco nell’arco dei 6 mesi successivi.

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